“Nella terra di nessuno”

13 05 2008

Questo il titolo della recensione di “London Orbital” scritta da Veronica Raimo sul numero di maggio di “Rolling Stone” (sì, “Rolling Stone”, non “Pulp”).

Eccola:

La storia è accessibile in vari modi e uno di questi (secondo Iain Sinclair, autore di London Orbital) è camminare. A metà tra un flâneur a spasso tra le zone residenziali della città e un apologeta di topografia emotiva, Sinclair ci racconta il suo viaggio a piedi lungo il percorso autostradale della M25, il cordone d’asfalto che cinge la città di Londra, fino a stritolarla, come una sorta di laccio emostatico legato troppo stretto. Quello che si annida oltre la metropoli inglese è una storia sotterranea fatta di distruzione, opportunismo, tecnologia invasiva, architettura riconvertita e omologata, memoria putrefatta e sistematica trasformazione dell’utopia sociale nelle singole “visioni corrotte” della nuova classe politica laburista, “vecchi conservatori con cravatte alla moda”.
La M25 confonde gli scenari, trasforma la contemplazione romantica del paesaggio in una morsa di noia ossessiva, la strada procede in una follia di circolarità perpetua che annienta il passato e rende il futuro non impossibile ma “già esaurito”, impedisce ogni forma di familiarità e riconoscimento, trasfigura il mito di un on the road americano in un mite sogno burocratico. Se la città deve essere una forma di resistenza alla barbarie, quella di London Orbital è un luogo che si avvicina lentamente verso la distopia profetizzata in due libri fondamentali per Sinclair: La guerra dei mondi di H.G. Wells (invasione di paranoia, cultura transcientifica, tecnologia che rende impotenti i cittadini, incompetenza politica) e Dracula di Bram Stoker (epidemia come virus a trasmissione sessuale, equazione sangue/petrolio, speculazione edilizia, conservazione attraverso la proprietà immobiliare). Sembra che il sanguinario conte della Transilvania abbia avuto un’intuizione geniale: si sceglie la sua dimora londinese a Purfleet, vicino al Tamigi, il luogo ideale per effettuare le sue spedizioni a Varna, progettando un futuro di stoccaggio e distribuzione. Fosse resistito qualche altro anno avrebbe visto il ponte sul fiume e un’autostrada circolare intorno a Londra. Stoker predisse la M25, “il fiato fetido del conte scaldava il collo alla Thatcher durante il taglio del nastro” inaugurale e decretava l’entrata della città nel regno dei non-morti.


Azioni

Informazione

Lascia un commento

Puoi usare questi tag : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>