A Lodi è raro trovare una festa all’aperto: 1) non infestata dalle zanzare e dai gruppi reggae; 2) che serva birra bevibile per non dire buona; 3) ben organizzata e con un programma musicale di qualità.
Ecco, ieri sera (ma anche nelle serate precedenti) è accaduto il miracolo al Wellington Festival, nella stessa zona del lungoadda in cui di solito si tiene la Festa dell’Umidità. Però: c’erano poche zanzare, c’era tanta gente, suonavano i Dirtbombs.
(Mi perdonino i Los Fuocos se non parlo della loro performance, ma siamo arrivati tardi).
Bel concerto, qualche momento ottimo, qualcuno moscio (i pezzi nuovi, l’ultimo disco, “We Have You Surrounded”, continua a sembrarmi una mollaccionata), e l’impressione, anzi la certezza, che senza la stazza, il carisma e la voce di Mick Collins la barca sarebbe andata a fondo: tutto sommato la band gira bene ma non fa impazzire, malgrado due batteristi e due bassisti (anzi, basso e chitarra baritono). Non so se fosse colpa del poco tiro dei musicisti o dell’impianto troppo grosso e fedele per restituire un po’ di sporcizia, ma tant’è: i Dirtbombs sono Mick, e se gli si rompe una corda (ieri sera due) o si stacca la tracolla della chitarra (una) si rischia la crisi. Viceversa, “con quella voce può cantare ciò che vuole”, anche “Need You Tonight” degli INXS, trasformandola in un pezzo rock-soul niente male.
Ma poi che mi lamento a fare, era a Lodi ed era gratis. E la birra era pure buona. Bene così.