Idea per uno studio

Ricostruire evoluzione e declino della società agricola padana mettendola in relazione allo sviluppo architettonico delle cascine e alla loro morte e resurrezione in forma di 1) ruderi 2) agriturismi 3) alveari bucolici per esuli cittadini che inseguono il sogno della campagna tranquilla e delle finiture di pregio (a pochi km dal casello più vicino).

(Nella mappa, l’Immobiliare si è dimenticata di segnare il logistic park Ferrari e altre amenità di zona).

Questi fantasmi

Grazie a EnneEmme mi sono accorto di questo articolo che mi era sfuggito – e c’è poco da meravigliarsene, considerato il livello infimo a cui sono scese le homepage di repubblica.it e dei quotidiani online in genere, che sembra facciano a gara con i peggio portali quanto a miscuglio di serio (poco) e faceto-gossip-riciclaggio esterofilo (molto).

Ad avere il tempo sarebbe il caso di scriverci un libro, sulla morte della civiltà agricola e del suo territorio in questo angolo di Pianura Padana: prima l’assalto del boom, quarant’anni fa e oltre (tutti in fabbrica, tutti a Milano, via dalle campagne), poi nell’ultimo decennio la conversione, degli spazi rurali  o ex-industriali in depositi di scatoloni che contengono altre scatole e macchinari per imballare e trasportarle hanno iniziato l’opera di cancellazione (irreversibile, temo) dei segni della civiltà contadina che fino a un secolo fa qui era tutto. Restano le cascine, che quando non sono ristrutturate per farne mini-residence, centri benessere o ristoranti-cum-bar-alla-moda, stanno lì a un passo dal crollo come le vecchie pietre miliari sulla via Emilia, a indicare strade ormai impercorribili, o come le scritte fantasma sulle loro stesse mura.

Cose da non fare nel fine settimana

1) Andare in pizzeria il sabato sera alle otto e trentacinque, convinti che “tanto chi vuoi che ci vada più in pizzeria”, e incuranti del fatto che “c’è la partita”.

2) Andare a fotografare quella splendida cascina diroccata di cui sicuramente nessuno si è accorto: tale cascina pullula di fotografi dilettanti e professionisti, sembra un gioco di ruolo, manca solo che ci sparino un bussolotto di colorante rosso sulla pancia per eliminarci dalla partita. A un certo punto iniziamo a sospettare anche che Ci Stiano Seguendo, e il sospetto si fa più forte quando, alcuni chilometri più in la, anche la splendida osteria/posteria diroccata di cui sicuramente nessuno si è accorto si anima al nostro arrivo.

3) Muoversi in macchina, specie nei dintorni di Sant’Angelo Lodigiano. La percentuale di autisti della domenica e ragazzetti con occhiale da sole parabolico al volante dell’Alfa/BMW nuova è direttamente proporzionale al rischio di incidenti.