Pontiak, Arbouretum, il metodo empirico.

pontiakOrmai le scoperte le faccio in maniera totalmente empirica e imprevista. Tempo fa mi capita di leggere questo articolo, su uno dei blog che seguo abitualmente e che ormai fanno le veci dei Giornali di Musica che una volta compravo in edicola. Scatta la curiosità, recupero il disco in questione e dico: Ha ragione, i Pontiak sono davvero parecchio bravi, e pure io chioso:  Vedremo appena arriva il seguito.

Poi, sempre sulla strada del “curioso tra le notizie e/o i dischi delle conoscenze di cui mi fido”, ovvero spulcio nel loro share o sulla loro pagina di rateyourmusic (questa è la mia, per esempio), vengo a sapere che il seguito di “Sun on Sun” è uscito, si intitola “Maker” e ne è degno erede. Leggi il seguito di questo post »

Surrogati

Personalmente sono un po’ stufo di non avere più notizie dei Comets on Fire, ufficialmente “in pausa”. Gli Howlin’ Rain di Ethan Miller hanno pubblicato tempo fa un album, “Magnificent Fiend”, mediocre come il primo omonimo. Brutto brutto no, eh, ma si vede che, autorelegatosi ad autore e cantante e soprattutto lontano dalla sua dolce metà chitarristica Ben Chasny (che nel frattempo se la spassa con i suoi Six Organs of Admittance), Miller non dà il meglio e si dibatte fra cliché che nessun fuzz riesce a rivitalizzare.

Quindi mi sollazzo con il primo omonimo Ep dei Crystal Antlers, da Long Beach, California. Non ricordo bene a chi li paragonino certe altre recensioni (fra le quali un clamoroso 8 abbondante di Pitchfork, che spesso consiglia stronzate ma in questo caso ci ha beccato), ma a me ricordano un sacco i Comets di “Blue Cathedral”, quelli che andavano verso pezzi più strutturati senza abbandonare la trasandatezza sonora, com’è avvenuto l’altr’anno con “Avatar”. Anzi, direi che sono quasi uguali, se non che il cantante è peggio di Miller e che l’echoplex non la fa da padrone come in “Fields Recordings from the Sun”, per citarne uno. Tuttavia l’energia è quella, i crash vorticosi ci sono, la frenesia ignorante psichedelica pure. Per ora è abbastanza.