Di ieri

…ha già detto bene Denise (aggiungo solo che il pianoforte sul palchetto faceva molto Maurizio Costanzo Show). La cosa positiva è che nonostante fosse la terza presentazione e mezza a cui partecipavo, ho avuto la conferma che basta gettare due o tre spunti – noi al pubblico o il pubblico a noi – per innescare discussioni lunghissime e dense (ci hanno dovuti letteralmente cacciare alle otto meno un quarto perché la Coop chiudeva).

La serata si è chiusa con il tentativo di assistere al concerto di Agatha, Morkobot e Zu che in qualche modo avrei voluto recensire ma: siamo arrivati troppo tardi per le Agatha, c’era troppo casino dentro il Magnolia per sentire/vedere i Morkobot, c’era troppo casino fuori dal Magnolia, o meglio nel tendone esterno, per sentire/vedere bene gli Zu. Ho dovuto accontentarmi di sbirciare da lontano e poi sui maxischermi all’interno del locale, e constatare che si sono metallizzati parecchio, senza perdere un briciolo del loro proverbiale tiro/potenza/cattiveria/funambolismo.

Se domenica sera a vedere gli Wire (che vorrei trovare così, ma siccome il tempo passa per tutti saranno così, benché anche così non sarebbero male – notare la Danelectro) c’è la stessa gente conviene farsi trovare sotto il palco alle nove.

Autopromozione, mondanità, traduttori

Domani 20 novembre, alla Biblioteca Ruffili di Bologna, Vicolo Bolognetti 2 (angolo San Vitale), si parla de Il mestiere di riflettere. Interverranno il sottoscritto e Anna Mioni.

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È uscito Il mestiere di riflettere. Compratelo.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

(cioè, copio e incollo):

Di libri sulla traduzione ce ne sono tanti, ma questo è diverso, perché non tratta di teorie e strategie disancorate dalla realtà ma della quotidianità, quella fatta non solo di dizionari e glossari e
motori di ricerca, ma anche -e soprattutto- di scadenze vessatorie e redattori impietosi e correttori di bozze distratti, e ancora di editor amabili e colleghi affini e autori amici se non quasi fratelli (o sorelle).

Il mestiere di riflettere è un libro bellissimo: un caleidoscopio di storie che ben sintetizzano quella vita agrodolce (così la chiama la preziosa Anna Mioni) che è la vita di ciascun traduttore, fatta sì di
gioie, ma anche no. Alcune pagine raccontano il mestiere, altre un libro -in superficie, in profondità- e altre ancora i rapporti -quasi a voler sfatare quel (quasi) falso mito della solitudine del traduttore- con le redazioni delle case editrici, con gli autori, con i colleghi, e ci sono anche pagine che raccontano di come si crea quell’osmosi che ha del magico tra un libro e un traduttore, qualcosa che solo chi l’ha provato conosce.

Le parole sono quelle di alcuni tra i più brillanti traduttori editoriali italiani. In rigoroso ordine alfabetico: Federica Aceto (Magic Kingdom di Stanley Elkin), Susanna Basso (La vista da Castle
Rock di Alice Munro), Rossella Bernascone (Calum il rosso di Alistair McLeod), Emanuela Bonacorsi (Capelvenere di Mikhail Shishkin), Rosaria Contestabile (Da madre a madre di Sindiwe Magona), Federica D’Alessio e Chiara Marmugi (Eclipse di Stephenie Meyer), Riccardo Duranti (Festa
di nozze di John Berger), Luca Fusari (Krautrocksampler di Julian Cope), Daniele A. Gewurz (Il pozzo delle trame perdute di Jasper Fforde) Giuseppe Iacobaci (Cargo di orchidee di Susan Musgrave), Eva Kampmann (Gilead di Marilynne Robinson), Anna Mioni (Il bazooka delle verità di Sam Lipsyte), Daniele Petruccioli (Lettere di Mark Dunn), Laura Prandino e Isabella Zani (GraceLand di Chris Abani), Anna
Rusconi (L’arte della scrittura di Lu Ji), Lisa Scarpa (La storia del soldato che riparò il grammofono di Saša Stanišić), Denise Silvestri (Boys don’t cry di Il’ja Stogoff), Andrea Sirotti (Mister Pip di Lloyd
Jones), Paola Vallerga (Gasogramma di Serge Gainsbourg). La prefazione è di Chiara Manfrinato e la postfazione, necessaria, è di Marina Rullo.

*Qui, per una volta, gli autori sono i traduttori*.

Di questo libro si parla domattina alle 11.00 nel contesto delle VI Giornate della Traduzione, presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Presentano/moderano/chiacchierano: Chiara Manfrinato, Emanuela Bonacorsi, Chiara Marmugi, Anna Mioni.