Ovvero: non ce la faccio più a stilare gli elenchini del meglio e del peggio dell’anno. Probabilmente ho raggiunto l’età anagrafica dopo la quale tutto si sedimenta in un continuum unico e le differenze fra gli anni si fanno sempre più labili (perché i neuroni hanno altro a cui badare, suppongo).
Quindi, qualche bel video del 2008 e tanti auguri a tutti.
Sic Alps: Interstellar Overdrive
Gruppo dell’anno, album (U.S. Ez) dell’anno, concerto dell’anno.
Spiritualized: You Lie You Cheat
Miglior concerto annullato dell’anno – grazie ancora ai controllori di volo di Padova.
Raconteurs: Many Shades of Black
Miglior “disco che avrebbe anche potuto non piacermi” del 2008
Fag Cop: Attack of the Killer Bong Rip
Nient’altro da aggiungere.
Il vero disco dell’anno, comunque, è stato un altro.
Bel concerto, loro sono esattamente come si vede nei filmatini: due ometti che suonano chitarra e batteria, e in mezzo un totem di casse, testata e mixer da cui escono pressoché tutti i suoni che producono, come una sorta di busker scalcinati elettrici d’epoca Ken il guerriero. Le canzoni sono quelle dell’ultimo disco, più poco altro e – vero momento da pelle d’oca, per quanto mi riguarda – una cover di “Come Down Easy” degli Spacemen 3. Protagonisti indiscussi della serata, comunque, il gelato salato vegetariano (non ricordo bene gli ingredienti, a parte i broccoli) che non ho osato assaggiare, e la grandissima Paola Maugeri che se ne va dopo quattro brani salutando i Sic Alps con un “You should speak your Italian, Marrrrk”, che tradotto suona più o meno come “ehi, bella lì, sono la Maugeri, parlo un inglese fichissimo, conosco i musicisti e sto uscendo da questo locale”: impagabile.
(a 2′56″ inizia “Everywhere, There” che è uno dei pezzi più belli dell’album di cui sotto)
Sic Alps – U.S. Ez
Non dovrebbe piacermi per il semplice motivo che ormai inizio ad avere una certa età (il consumatore di musica pop invecchia in fretta e passati i trenta inizia a vedersi superare dalle nuove generazioni in parata), e che con gli anni ho archiviato una bella dose di ascolti. In poche parole, sono nella posizione di poter dire: “questa roba la faceva meglio Tizio o Caio dieci anni fa, io ci sono cresciuto e lo so”. Insomma, potrei parlare, da nostalgico come solo i consumatori di musica pop della mia generazione sanno essere, dei Flying Saucer Attack, dei Guided BY Voices, dei primi Ep dei Pavement, Smog oppure dei Folk Implosion di “Take a Look Inside” per dire: io la lo fi me la godevo quando Max Prestia metteva i dischi su Stereonotte, ci sono passato, been there, done that eccetera, e liquidare i Sic Alps – duo, chitarra batteria e voci – nel limbo di quelli che “il tempo massimo è scaduto”.
Invece sono settimane che ascolto senza sosta “U.S. Ez”, secondo album del duo, e non mi ha ancora annoiato, anzi. Il guaio è che non so nemmeno io cosa ci trovo, saranno le melodie azzeccate, sarà l’impasto sonoro appena al di sopra della decenza acustica, sara l’indolenza con cui procedono molti pezzi, che mi ricorda pazzescamente Skip Spence, ma questo disco mi piace. E la cosa positiva è che non mi piace perché “mi ricorda i bei tempi” – anzi, se c’è una cosa che non sopporto è il reducismo, che tollero solo nei dopocena affollati e dopo almeno quattro bottiglie di vino. Mi piace perché… boh, ho intitolato il post “dischi che non dovrebbero piacermi” mica per niente.
(I Sic Alps verranno a suonare in Italia a fine ottobre).