A metà del guado.

La difficoltà dell’adattare la propria lingua a quella di romanzi young adults come quelli che traduco e ho tradotto sta, spesso, nell’adattarsi a una lingua che dovrebbe essere giovanile (slang, gergo) ma è scritta e perciò plasmata da adulti. Ci si trova quindi a metà del guado ed è difficile decidere da quale sponda uscire: da una parte si rischia lo stereotipo da film doppiato male (prevale l’adulto che immagina senza viverlo il mondo dei giovani), dall’altra non è il caso di indugiare in regionalismi, dialetti, espressioni troppo colorite (prevale l’identificazione con il giovane, e meno male che ho amiche con figlie pre-adolescenti). Come sempre accade, massima libertà di scelta ma all’interno di un percorso ben preciso, detto così sembra un ossimoro, ma a 30,8 °C e alle sette e mezza del pomeriggio non ho la forza di approfondire.

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