Appunti agostani di sociolinguistica

Traduco Meyer e Gray, scrittrici di genere young adult, ormai so benissimo come scrivono e se ne avessi il tempo potrei raccogliere qualche appunto e tirare qualche somma a proposito. Al contempo, ho amiche o parenti madri e padri di adolescenti più o meno fanatiche delle già citate autrici, o perlomeno lettrici (deboli) dei best-seller del momento. Quel che mi chiedo è: visto quanto è lontana, stringata, diversa la lingua delle/degli adolescenti, con tutte le abbreviazioni e le k (mi perdonino gli amanti delle belle lettere, ma non riesco più a definirla brutta tout court, è il modo in cui si esprimono e occorre prenderne atto, prima di schifare), come e quanto possono riconoscersi nella lingua per metà colloquiale e per metà artificiosa delle loro scrittrici del cuore? È proprio questa artificiosità che fa sembrare, agli occhi di adolescenti più o meno istruite/curiose/pratiche di italiano, poetica o letteraria e pertanto affascinante l’affabulazione di una Meyer?

Forse il bicchiere di vino a pasto è meglio evitarlo, con questo caldo.

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