L’angolo del turismo a casaccio

Ovvero, improvvisare una gita nelle Langhe e partire senza mezzo punto di riferimento, a parte la posizione geografica della città di Alba e l’indirizzo del B&B prenotato. E consultare l’oracolo in forma di Guida Veronelli all’Italia Piacevole, Garzanti Editore, 1968:

Stella d’Oro, da Vigin ‘d Môdest (via Cuneo 7, tel. 3921). Una simpatica vecchia locanda, in cui mangi e dormi papaliter, da papa. Le camere, ampie e vecchie, non avranno i servizi; di contro sono immerse nel silenzio. La cucina, da papa ho scritto; vi ho mangiato, squisiti, le lasagne al sangue, il fritto misto, la fonduta, le grive della Langa, la bagna caôda, i tajarin; che vado avanti? La serie tutta dei piatti di una terra felice. I vini, fatta qualche eccezione, scelti bene.

Per poi finire, a casaccio e guidati dall’istinto e dalla gola (c’è anche quel ristorante dove servono un sacco di antipasti, dice la proprietaria del B&B) da Vigin Mudest, che non è più in via Cuneo, non è locanda, non so quanto sia imparentato con quello sagacemente descritto dal Veronelli, ma di sicuro ne è degno erede.

(A ribadire che l’uso creativo delle mappe e delle guide, anche quelle di quarant’anni fa, è il migliore che si possa fare).

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