Tredici

J Mascis – Several Shades of Why. In una classifica il cui leitmotiv (lo vedremo meglio con le prossime posizioni) è “nuove e originali maniere di mettere in soffitta, riconoscenti ma a cuor leggero, i feticci di gioventù” c’è spazio anche per i vecchi – e a conferma della tendenza 2011 appena descritta, è significativo che qui si consideri “vecchio” uno che ha avuto il suo momento di massimo splendore vent’anni fa, non quaranta. Il dunque: Mascis ha fatto né più né meno che un disco dei Dinosaur Jr quasi completamente acustico, ci ha messo soltanto belle canzoni, ci ospita, tra gli altri, Kurt Vile (vedi prossime posizioni), è il Neil Young della mia generazione. (Nel 1991 dichiarai che Thurston Moore sarebbe diventato il Neil Young della mia generazione, ma il disco acustico di Thurston Moore non mi è piaciuto; anche Will Oldham potrebbe essere il Neil Young della mia generazione ma ha un po’ stufato, quindi, J, la corona a te e alle tue camicie di flanelle improvvisamente tornate di moda).

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