Al secondo posto

Arrivare al top della carriera, rischiare di sputtanarsi con due dischi mal riusciti e riprendersi con un disco straprodotto e, in potenza, sputtanante, non è da tutti: quasi come se gli U2 negli anni 2000 se ne fossero usciti con un disco al livello di Achtung Baby. Ma qui non si parla di rock da stadio né di epica applicata alla canzonetta, qui si parla di canzonetta applicata allo spasso, allo scazzo, all’unica cosa che posso e vogliono fare quattro musicisti appena decenti – ma che ha un certo punto hanno imparato a suonare, almeno in funzione di ciò che fanno – ma con un sacco di voglia di ubriacarsi, girare il mondo e limonare con le ragazze delle prime file. Oddio, Mark Ronson alla produzione, avrà pensato qualcuno: e invece no, “Arabia Mountain” dei Black Lips più che “prodotto” è “ordinato”, ogni cosa al suo posto ma mai in maniera noiosa, è pulito senza avere paura di dover mettere le pattine per entrare in soggiorno. E ha le canzoni, guardate quanti “singoli” girano su Youtube, e in un altro momento storico (tipo il 1995) anche le masse ne avrebbero goduto. Invece no, ma amen.

In realtà è così in alto perché io, nel 2011, dischi del 2011 così divertenti non ne ho sentiti.

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