Return of the son of foto a cazzo e concerti così

Niente, solo per bullarmi degli oltre 500 km fatti in serata, tra andata e ritorno, per vedere i Fuzz a Marina di Ravenna: catalogare alla voce ma sì, è estate, facciamolo.

fuzzhanabi

Anche perché del mio fanatismo di vecchia data per Ty Segall avevo già detto qui e qui, in un’estate che fu teatro di un’altra trasferta-allnighter simile (Venezia e ritorno). Quindi a rivederlo ci tenevo, anche se i Fuzz sono forse la cosa meno interessante di Ty Segall negli ultimi anni. Belli piantati su una mattonella Blue Cheer/Black Sabbath, quindi totalmente disinteressati a sembrare originali, ma con una brama di SUONARE assoluta e il volume giusto per trapanarti i timpani mentre fai sì con la testa a ritmo e controlli che il camion che viaggia a 160 sul palco non ti investa per davvero. Pieno di gente presumibilmente convertita alla musica pesa grazie alla fama di Ty nel campo delle canzonette, grande entusiasmo, non roba da puristi (e meno male), ma pazienza. Va dritto nella top ten de “Il disco manco lo scarico ma dal vivo gratis al mare vale la pena”.

Ottimi i due tipi al mio fianco a lato palco, che mi hanno molto abbracciato/preso a spallate nei momenti più camion.

[Tipi, durante una pausa tra un pezzo e l’altro] Daghe!!!
[Ty o il bassista, non ricordo, mentre decidono che pezzo suonare] Yeah!
[Tipi] No Yeah, DAGHE!!!

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