Canzonette a cento all’ora è già morto

(cioè, sta diventando un tumblr collettivo: ganzonette.tumblr.com)

Annunci

Canzonette a cento all’ora

Gli amici di Radio NK mi hanno gentilmente concesso un’oretta abbondante del loro palinsesto, e da giovedì 6 settembre vado in onda (cioè online) dalle 22.00 a non so bene che ora. Trasmetto canzonette (cosa sono le canzonette?), la prima puntata sperimentale (anzi il pilot) è già andata in onda (online) ma non esiste un podcast ufficiale, non ancora. Perciò ho caricato la scaletta qui, tanto per dare l’idea.

(la foto non c’entra un tubo ma non volevo lasciare il post senza immagini)

Foto svogliate e recensioni tirate via: Black Lips, Brescia, 27 maggio ’12

Immagine

Questi nella foto (brutta) sono i Gringo Star, che mi sono piaciuti tanto: hanno pubblicato tre dischi pieni di alti e bassi, dal vivo fanno quasi soltanto alti, si scambiano gli strumenti di continuo, il bassista/chitarrista aveva la fede al dito e ho pensato tutto il tempo “chissà che nostalgia di sua moglie a casa”, il chitarrista/pianista aveva una Rickenbacker quindi cento punti in più e giudizio, nel complesso, positivo. I Gringo Star sono di Atlanta, come Gentleman Jesse (che con il concerto non c’entra niente ma per il momento è titolare del DISCO DELL’ANNO) e come i Black Lips, che suonavano dopo di loro. Ottimo concerto, quello dei Black Lips, se non altro per l’atmosfera da Festa della Salamella di Zorlesco (LO), con il palco basso, l’impianto sovradimensionato e gestito male dal fonico, la pioggerella caduta durante “O Katrina!” e l’impossibilità di stare lontani dalle transenne, visto che il cortile era grosso due volte il salotto di casa mia (e ho un salotto normale).  Hanno fatto quello-che-dovevano, la scaletta con le canzonette dell’ultimo disco e i successoni del passato, esattamente quello che mi aspettavo, niente apoteosi o concerto-della-vita ma quarantacinque minuti di svago e sputi per aria, che poi è tutto quello che chiedevamo, per quindici euro. Peccato per la mancata invasione durante “Bad Kids”. E peccato per il look dei giovani hip odierni, che sembrano tutti sporchi e untiSì, mi sono trasformato in mio padre e la cosa non mi turba.

In sesta posizione

Più si sale in classifica meno riesco a commentare, tanto sono ovvie le ragioni per cui questi dischi mi sono piaciuti: Cheap Perfume dei Bare Wires, per esempio, cos’altro è se non una splendida raccolta di ottime canzoni, anzi, canzonette? Girare attorno a influenze, richiami e rimandi è tempo perso, quando la prima necessità è canticchiare un ritornello. E di fronte a tanta bellezza spariscono anche i miei pregiudizi in materia di look (i baffi con i capelli così lunghi no, dài).

(sono stati anche in Italia, ma ho evitato volontariamente di andare a sentirli al Plastic)