Recensioni buttate lì e foto boh: Mark Sultan, Piacenza

Visto il 16 gennaio al Sound Bonico di Piacenza. Lui girava l’Italia in completa solitudine, pare si sia presentato al soundcheck piuttosto scazzato e di malumore (pare che la settimana dopo, di malumore, abbia fatto saltare un concerto perché non gli piaceva l’albergo dove lo avevano messo). Il concerto è stato fico – lui canta come un dio e fa praticamente 45 minuti di medley della storia del rock’n’roll rivisitata, e deve avere le gambe meccaniche perché non perde il ritmo MAI – ma con qualche momento di inquietudine: 1) fa le facce strane e mentre suona sembra davvero che soffra dentro; 2) prima dell’ultimo pezzo ha tirato un pistolotto al pubblico (non molta gente, invero, saremo stati una quarantina) lamentandosi che non balla nessuno? e qual è la vostra idea di sabato sera, andare a casa a controllare l’e-mail? e concludendo con non ho ben capito se vi piace il rock and roll; per me è tutta la vita, voi per favore, almeno per cinque minuti, amate un po’ il rock and roll, cazzo.

Ho fatto giusto in tempo a comprargli una maglietta un secondo prima che sbaraccasse il tavolo del merchandising – cinque minuti dopo aver suonato, scazzato come e più che all’inizio.

Io e i Sic Alps, 2008-2013 (con foto brutta)

sicalps013

Ho letto stamane che si sono sciolti. Da un mesetto avevo sulla punta della lingua il solito reportage farlocco dal concerto + foto a caso con il cellulare, ma l’unica somma che riuscivo a tirare era che ormai i Sic Alps sono (erano) diventati un gruppo ruock a tutti gli effetti, e sono (erano) arrivati al termine di una parabola che li ha portati senza soluzione di continuità dallo shitgaze/lofi delle origini al ruock, appunto, dell’ultimo Ep (esempio). Non una grande osservazione, ecco.

(Il concerto si è svolto il 27 giugno 2013 al Lo Fi di Milano, c’erano trenta persone compresi i Sic Alps).

Per dare al post un che di commemorativo, qualche link alle volte che si è parlato di Sic Alps da queste parti: uno (2008, ai tempi di Us E.Z.), due (cronaca di un concerto del 2008, quando giravano ancora in due), tre (cronaca di un concerto del 2011, quand’erano in piena transizione tra shit ruock).

Tanto per fare una foto: Dream Syndicate, Mezzago, 29 maggio 2013

dreamsyndicate

Di articoli sul concerto dei Dream Syndicate a Mezzago è pieno il web, dico solo che Steve Wynn aveva un po’ giù la voce, il batterista certe volte non ci stava dentro – con l’età capita spesso che i batteristi siano costretti a trasformarsi da sprinter in fondisti, e qui c’era bisogno di scatto, ogni tanto – e complessivamente è stato bello ma non da strapparmi i capelli. Sono andato a vederli perché a suo tempo – cioè, a mio tempo, anni dopo l’uscita e anni dopo lo scioglimento del gruppo – ho divorato Live at Raji’s, ma in generale sto decisamente fuori sincrono con il loro zoccolo duro, sia dal punto di vista anagrafico sia, soprattutto, da quello filosofico – leggi:poca confidenza e poco entusiasmo per le categorie “Americana” e “Buscadero” (e infatti ai Cheap Wine, che hanno suonato prima, sono rimasto pressoché impermeabile – ma sono io, non siete voi). Comunque bravi tutti e l’ennesima foto del cacchio e Karl Precoda era un ganzo, Paul B. Cutler uno sborone ma con un sustain mica male e questo qui nuovo ok, dai, ci sta.

(Pubblico questo sgorbio prima di passare a una nuova rubrica: I migliori concerti che non ho visto quest’anno, saranno almeno dieci puntate di reportage immaginari dai palchi più ganzi d’Italia).

Tanto per cambiare una (brutta) foto di Ty Segall dal vivo

(Lo-Fi, Milano, 19-12-2012)

C’è una linea che separa lo svago dall’autolesionismo e dalla violenza gratuita, un confine che separa il divertimento tutti appiccicati sotto il palco dalla lotta per la conquista, a spallate, dei Primi Posti: l’altra sera in troppi, nelle prime file, l’hanno oltrepassato. Per il resto bella scaletta, non molto diversa da quelle estive (4 pezzi dal disco nuovo, un paio di ripescaggi niente male), come recensione potrei copiare e incollare questa. “Non c’è due senza tre”.